«Ma l’ idea popolare che i blog potessero rivelarsi un’ alternativa, che portassero un attacco devastatore contro i media si è rivelata ingenua ».
«Chi ha ucciso la blogosfera? Nessuno. La sua morte è stata naturale, e annunciata ».
Così dice Nicolas Carr, blogger e scrittore americano, citato da Lsdi e Mantellini in due ottime analisi sul fenomeno della cosiddetta 'morte dei blog'. Un'espressione che nel suo catastrofismo rivela quel fondo di elitismo (insopportabile) che si ritrova immancabilmente nei pionieri e nei 'guru' della rete. Fase uno: si magnifica lo strumento e si decreta la morte di tutti gli altri. Fase due: appena la 'plebe' s'impossessa dello strumento, si decreta la morte dello stesso. E si passa a un altro. Basta che sia nuovo e poco frequentato.Che i blog non siano un'alternativa ai media mainstream (insomma i giornali e la tv) qualche giornalista old style l'ha sempre detto (gli stessi editori non se n'erano accorti, salvo poi scottarsi le mani e fare marcia indietro). Che pencolino tra generalismo poco innovativo (andando a ruota del flusso tradizionale' dell'informazione) e personalismo del tutto autoreferenziale ('vi dico la mia opinione'- Sì, ok, ma a chi interessa?) è un dato di fatto. Ma rottarmarli già in nome di Facebook (bellino, sì, ma a che serve oltre a ritrovare vecchi compagni di liceo che magari ci riuscivi lo stesso con due telefonate?) o addirittura di Twitter (ma che racconti in venti battute di sms? mah) mi pare francamente un po' esagerato. In fondo, l'esistenza di Personalità confusa e Spinoza per me già giustificano ampiamente l'esistenza dei blog. E il loro futuro.
Sui cortei no-Gelmini, Cossiga torna a dispensare consigli alle forze dell'ordine: "L'ideale sarebbe che di queste manifestazioni fosse vittima un passante, meglio un vecchio, una donna o un bambino, rimanendo ferito da qualche colpo di arma da fuoco sparato dai dimostranti: basterebbe una ferita lieve, ma meglio sarebbe se fosse grave". Mi è improvvisamente venuto in mente il nome di un anziano demente da offrire in sacrificio.da Spinoza
oh chesi stoner
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di la verità
eri ansioso per l'incontro con il bel pietro