Non c'è nulla di male se un giornalista si documenta attraverso Google e Wikipedia (io lo faccio tutti i giorni). Però... almeno bisogna perdere tempo a leggere tutta la voce prescelta, non limitarsi alle prime righe della prima voce di Wikipedia che appare... come, presumo, ha fatto Maria Luisa Agnese nel suo peraltro bel pezzetto di amarcord sulle domeniche d'austerity (Corriere della sera di oggi).
Si parla del 1973 e delle prime domeniche senz'auto ''mentre sugli schermi uscivano Amarcord e Come eravamo e in tv cominciava la serie Happy Days'' si legge nell'articolo. Per chi ha vissuto quegli anni (modesti e incolori) le domeniche di austerity e Happy Days sono due punti fermi. Che però si collocano in anni del tutto diversi (Fonzie e compagnia spopolano sulla Rai prima di cena a partire dal dicembre 1977, si verifica scavando un po' nella voce di Wikipedia). Nel 1973 la prima serie di Happy Days era andata in onda negli Usa, come si legge nelle prime righe di ogni ricerca su Google. All'epoca, vado a memoria, in Italia si guardava 'Attenti a quei a due'.
venerdì 29 gennaio 2010
lunedì 25 gennaio 2010
Per i surfisti: pronta da scongelare

sabato 23 gennaio 2010
Porte girevoli
Attilio Romita, chi era costui? Il solito telegiornalista del quale nessuno ricorda epici servizi, ora proiettato nel magico mondo della politica. Addirittura candidato presidente regionale. Sulla scia di Marrazzo (e di tanti altri, purtroppo). Il sistema delle porte girevoli tra giornalismo e politica meriterebbe forse qualche attenzione da parte dell'Ordine professionale. Se questo ente, a parte Grillo, ha ancora qualche motivo di esistere. Attenzione: i giornalisti sono cittadini come gli altri. Giusto che si dedichino alla politica (come i magistrati...). Però, per favore, scegliete. Prima una cosa, poi l'altra. E non tornate indietro. Come Santoro.
giovedì 14 gennaio 2010
I consigli di moda del Corsera


Il diretur De Bortoli ha presentato oggi le scuse, senza scendere nello specifico. Così chi non ha avuto l'occhio attento si è perso lo spettacolino. Accade spesso nei giornali: i maroni si ignorano o si correggono solo sottovoce. Certe volte è giusto, perché alla fine si tratta di vicende che interessano solo pochi (un'età sbagliata, un mestiere non azzeccato...) e si fanno per mettere a tacere polemiche e personalismi insulsi. Altre volte, è vero, meriterebbero più evidenza per un doveroso ristabilimento della verità e della correttezza macchiate da sviste e/o errori, anche se solo dovuti alla fretta o a carenza di informazioni (la diffamazione e altri reati, ovviamente, sono su un altro piano: c'è da dire però che pubblicare la rettifica non esime dalla querela, allora che senso ha farlo?). Ma, infine, certe 'precisazioni' come quella di cui sopra, meriterebbero davvero il massimo del risalto e della completezza. Per far divertire tutti.
Molto fine il commento del Tgcom che titola 'Un glande errore'
lunedì 11 gennaio 2010
Cappelle made in Usa


un clamoroso errore di calcolo (a nove anni dal 2001!) e uno sconcertante refuso dove finally si trasforma magicamente in anally
E le domande?
Non sono un lettore attento di Repubblica ma il fatto che questi abbiano intervistato Berlusconi (e l'intervista è stata citata da tutti con squilli di trombe all'insegna del ritrovato clima di pacificazione nazionale...) senza fargli le fatidiche dieci domande con le quali ci hanno stracciato i maroni per mesi, mi puzza un po'. Si saranno stancati pure loro di chiedere sempre le stesse cose. Peraltro sapendo che gli italiani sanno benissimo le risposte ed evidentemente non gliene frega più di tanto. W l'Italia.
sabato 9 gennaio 2010
Autodafè
venerdì 8 gennaio 2010
Car sharing alla romagnola

martedì 5 gennaio 2010
Il punto G dell'informazione

