venerdì 31 ottobre 2008

Non è un mestiere per giovani



Ferita una giornalista. Anche tv e giornali hanno dedicato poche parole, pochissime righe, al fatto che una collaboratrice del Corriere di Bologna è stata colpita da una bottigliata alla testa durante i tafferugli di ieri, alla manifestazione anti-Gelmini di Bologna. Peccato che ne parlino poco soprattutto i giornali. Perché questa vicenda apre una bella finestra sul mondo dell'informazione in Italia. La collega colpita è infatti una precaria, una collaboratrice pagata a pezzo, non coperta dalla previdenza professionale. Una giornalista con un reddito di poche centinaia di euro al mese mandata a seguire un fatto importante e delicato (e, purtroppo, pericoloso). Una realtà che dovrebbero conoscere gli organi di controllo, gli enti professionali, i tanti (e mi tocca dire purtroppo tanti) giovani che ancora desiderano fare questo mestiere e quelli che parlano di casta. Tipo Grillo, che era alla manifestazione di Bologna e se l'è cavata con qualche fischio. Poi oggi se la prenderà con la casta dei giornalisti.

mercoledì 29 ottobre 2008

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Tipi di piazza Saffi anni 80 (umarells forlivesi) in mostra all'ex Monte di Pietà in corso Garibaldi

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Sprechi all'Università di Forlì: termosifoni accesi e finestre aperte alla biblioteca Ruffilli, 60 mila euro in licenze Microsoft per i pc di scienze politiche
www.vamale.it

Guarda il Monitor con attenzione

Il Christian Science Monitor, prestigioso (davvero) quotidiano americano, ha deciso di traslocare su internet. Lo segnala Mario Tedeschini Lalli parlando giustamente di un passaggio epocale. Dal significato evidentemente non universale, poiché il Monitor è un giornale tendenzialmente no profit, di proprietà di una chiesa. Ma indubbiamente interessante. Anche per un altro verso: rimarrà un'edizione domenicale di carta per chi non ha voglia di leggerselo in rete. O per chi preferisce portarselo in bagno o in poltrona. Gli ultimi baluardi del 'vecchio' giornale. Insomma, non è affatto detto che la stampa come la conosciamo oggi (che peraltro è già ampiamente diversa da come la conoscevano una cinquantina d'anni fa) sia destinata a sparire. Si trasformerà, come sempre. E ci saranno probabilmente ancora frotte di lettori vintage.

Libri sfogliati in ottobre







L'inattesa piega degli eventi
di Enrico Brizzi
Una racconto di fantafascismo e calcio coloniale, divertente ma un po' lungo e brodoso. Con le figurine dei calciatori afro-italiani in copertina. Sette meno.

Morte a Breslavia di Marek Krajewski
Giallo originalissimo. Commissario puttaniere nella Breslavia nazista del 1933 indaga su un omicidio rituale.
Purtroppo ha dato origine a una saga. Comunque otto.

A noi vivi di Robert A. Heinlein
Truffa editoriale spacciata come simil opera prima di un grande romanziere. Bella copertina. Ci sono cascato. Cinque e mezzo.

Oblio di David Foster Wallace
Abbandonato sul comodino. Per ora n.c.

lunedì 27 ottobre 2008

O Roma o Orte




La simpatica polemica sui numeri della manifestazione romana del Pd ha dei risvolti politicamente, sociologicamente e neurologicamente davvero interessanti. Ieri sul tg di Sky hanno allestito un teatrino vespiano con tanto di immagini satellitari via Google per scandagliare la capienza del Circo massimo. Poi s'è scoperto che c'è da anni una mappatura delle piazze e dei luoghi di ritrovo politici con tanto di posti precisi al millimetro, neanche ci fossero i tornelli di Brunetta. Insomma non erano due milioni ma appena trecentomila, questura dixit. E m'è venuto di un simpatico ufficiale dei carabinieri che in occasione di una rituale marcia nostalgica a Predappio mi assicurò che i presenti erano diecimila. Alla mia obiezione che, a occhio, non erano neanche la metà, si lasciò scappare una confidenza: 'Coi neri raddoppiamo, coi rossi dividiamo per due!'. Stamattina su una tv locale che sovente ospita anche mie indecorose apparizioni, un consigliere regionale di destra ha sfoderato un'inusuale dose di buonsenso ammettendo che sicuramente i marciatori romani del Pd erano più di trecentomila, magari anche un milione, ma non conta perchè si sa che la sinistra è brava a portare la gente in piazza. E i marciatori romani berlusconiani di appena due anni fa? Ma sì, ha detto il tipo, saranno stati anche loro un milione (allora si disse due, ndr) ma è risaputo che la destra fa più fatica a scendere in piazza, quindi valgono di più. Non se ne esce, ci vogliono le primarie anche per le manifestazioni. E magari pure i tornelli.

venerdì 24 ottobre 2008

Elogio del Tso





La sconcertante intervista rilasciata dal presidente emerito Cossiga al giornale che mi paga lo stipendio mi ha fatto pensare agli imperdibili articoli del lunedì di Alberoni sul Corsera: sparo cazzate, dico le cose più ovvie, sfrontate, incredibili, le infarcisco di luoghi comuni a ricalco delle opinioni più bieche, in più le condisco con un po' di provocazione ed effetti speciali, e ad ogni puntata aumento sempre più la dose, vediamo un po' quando mi fermerete... E invece, oh, quelli continuano sempre a beccare. E dicono pure che sono intelligente ed acuto.

* mi dissocio dalla scritta nella foto, almeno per quanto riguarda la frase tra parentesi