mercoledì 11 febbraio 2009

'azzo scrivi?

Un mio collega ravennate che batte quotidianamente il tribunale s'è beccato una gragnuola di cazzotti da parte di uno squilibrato. Così, a freddo, mentre stavano parlando. Pare che il tizio gli imputi la sua rovina a partire dalla pubblicazione della notizia (vent'anni fa!) di un suo coinvolgimento in un'intricata vicenda giudiziaria. Storie così ne capitano tutti i giorni. Poi magari uno dice che i giornalisti se le vanno a cercare o se le meritano. Può essere. Ma più spesso fanno da parafulmini alle paturnie di poveracci o gaglioffi che hanno avuto la vita sbalestrata da qualche guaio. Difficile prendersela con se stessi, coi magistrati o con la polizia (chi lo fa ne paga pesantemente le conseguenze, si sa), più comodo dare un cazzotto in bocca a quello che spiattella tutto davanti all'opinione pubblica (se uno è un cazzone conclamato o una ladro condannato non è importante, l'importante è che non si sappia in giro. Anzi, che la gente non lo legga al bar, anche se lo sanno tutti). Come quelli che vengono arrestati e portati via e intanto se la prendono con le sorelle e le madri degli omini con la videocamera.

1 commento:

davide menghi ha detto...

Beh lo squilibrato dimostra di non essere un genio... che probabilmente la sua disgrazia non è un caso. Immagino che adesso si becchi anche una denuncia per aggressione e lesioni. Sì, un maledetto genio!