sabato 29 novembre 2008

Le solite palle




Ora a sbeffeggiare Grillo si fa pure una brutta figura. Dopo che ha macellato i giornalisti col suo referendum-bufala (non vale nulla, e qualcuno lo aveva pure detto prima), se lo critichi è ovvio che ti arriva nei denti il solito randellatore 'ce l'hai con lui perché sei un giornalista'. No, è proprio perché ho amato Grillo (ho condiviso le sue invettive, ho comprato i suoi libri e i suoi dvd, sono andato ai suoi spettacoli...) che mi dispiace vederlo derapare dal lato dei tromboni, imbonitori, complottisti. L'ultima è quella della palla verde per lavare. Biowashball, tecnologia svizzera ecologica pulitissima, giura Grillo, altro che detersivi inquinanti. E giù tutti a crederci, da un blog all'altro, da un meet-up all'altro, partono gli ordini d'acquisto. E le prove sono entusiasmanti: tanto che anch'io, dopo aver letto e riletto, mi dico 'Oh, fosse vero...'. E sto quasi per proporlo a mia moglie. Poi arriva il solito scassapalle Attivissimo (ne parla pure Mantellini). E ti dice che il Biowashball è una palla. Una palla veramente. Non serve a nulla. Una presa in giro. Lo butti in lavatrice e lava bene perché anche l'acqua da sola lava bene (insomma...). I principi su cui si basa (sfere di ceramica, infrarossi) sono pura fantascienza, irrisi da qualunque studente di chimica. Anche la trasmissione tv per umarells Mi manda Raitre infierisce sulla palla verde propagandata da Grillo. E i commentatori si sollazzano con la credulità ecologista: 'Ho acquistato la biowashball mezz'ora fa _ dice uno _ . Ragazzi è incredibile: fa veramente quello che dice e anche di più. Da quando l'ho acquistata sono molto più bello, lavoro meglio e non perdo più i capelli. E tipa bionda del piano di sotto mi guardava con un certo interesse in ascensore...' Forse l'alternativa ai detersivi inquinanti sono solo i detersivi ecologici (cioè un po' meno inquinanti). Insomma il buon senso, non Grillo.

1 commento:

Alessandro Ronchi ha detto...

Purtroppo è la continua ricerca della bacchetta magica.

Quello che mi chiedo è perché Grillo si esponga così tanto prima di provare personalmente, o farlo fare ad un proprio collaboratore.

Compri la palla, gliela fai provare, se funziona la pubblicizzi.

Scrivere una cosa su un blog è molto diverso dal pubblicare un banner: ci si gioca un pezzo della propria credibilità. Se la fiducia è ben riposta, anche chi scrive guadagna perché chi lo segue ne trae un beneficio e lo scambio di informazioni è win-win.

Se invece si scrive una cazzata, si perde un pezzo di quella credibilità per molto tempo (è più difficile conquistarla che perderla), mettendo a rischio tutte le cose buone fatte.

E' forse un rischio comune che i blog non avevano quando erano semplice espressione personale, prima dei target, degli obiettivi di "produttività", della necessità di alimentare i propri canali anche quando non si ha nulla da dire.